Il titolo di questo post si ispira all’articolo scritto da Antonella Sorace nel sito del Corriere della Sera. Ma andiamo per ordine. Qualche giorno fa, nella sezione “Italians” di Beppe Severgnini, si è infatti parlato di bambini bilingue. Ad un papà che chiedeva “il metodo più efficace” affinchè la loro piccola assimilasse entrambe le lingue (italiano ed inglese) a livelli di madrelingua, Severgnini ha risposto indicando i link relativi al sito di Antonella Sorace (articolo: “voglio una bimba bilingue”) .Ho letto con interesse l’intervento di Antonella Sorace, “Bambini bilingue? molti vantaggi!”, la quale espone i vantaggi, appunto, (anche “dal punto di vista dello sviluppo cognitivo”) per i bambini che parlano due lingue, sottolineando la situazione “fortunata” per quei genitori che abbiano la possibilità di crescere i propri figli bilingui. Vi consiglio di leggere il suo intervento ( clicca qui per l’articolo originale). La Sorace fornisce inoltre il link per la sua pagina web (che trovate cliccando qui) in cui si può anche trovare un manualetto dal titolo Raising Bilingual Children, scaricabile!!!
(per il link clicca qui). Neanche a dirlo ho scaricato il manualetto, che ho trovato molto chiaro ed istruttivo. E’ interessante leggerlo tutto, ma vi segnalo subito la sezione “Would it be better to start teaching the second language after children have a good start on the first?” che mi sembra un’ottima risposta a quanto citato nel mio precedente post sul bilinguismo ( bilinguismo bimbi: come e quando iniziare).
Come dire, sentendo parlare nostra figlia, io e mio marito capiamo che stiamo andando nella giusta direzione, ma è sempre istruttivo, nonchè confortante averne conferma dagli specialisti. Nella sua pagina web la Sorace accenna al fatto che i bambini che parlano una o più lingue sono considerati “special”: “Yet in modern industrial societies, growing up with more than one language is often regarded as ’special’”. Mi sono sentita dire spesso che mia figlia sia una bambina prodigio, per il solo fatto che sappia parlare così bene, a poco più di due anni, l’italiano e l’inglese, e che sappia distinguere e riconoscere i numeri e l’alfabeto in entrambe le lingue da quando aveva poco più di un anno (forse ingannati anche dal suo aspetto, che ricorda Shirley Temple). Mi rendo conto che con questa affermazione potrei correre il rischio di apparire snob o superba, ma ricordatevi sempre che sono una mamma!!
Nei paesi anglofoni, non è poi così strano che un bimbo riconosca numeri e lettere in età prescolare, ma comunque non è questo che ci interessa. Il fattore più importante (soprattutto all’inizio) era che lei capisse e si esprimesse correttamente nelle nostre lingue madri. Mia figlia non è una bimba prodigio, è solo una bimba molto curiosa ed intelligente, in più io e mio marito, in quanto genitori, abbiamo avuto la fortuna di essere molto presenti (per il primo anno soprattutto è stata una scelta ben precisa). Ecco come abbiamo cercato di evitare uno dei problemi esposti dalla Sorace del metodo “one-parent-one-language”, e cioè l’equilibrio. La nostra fortuna è stata di conoscere entrambi l’italiano e l’inglese, dunque nessun genitore si sente escluso dalla conversazione in qualsiasi lingua. All’inizio fingevamo di non capire, così lei sentiva la necessità di esprimersi in entrambe le lingue. Le abbiamo fornito molte esperienze e ogni volta che mio marito dice qualcosa in inglese, io gliela ripeto in italiano e viceversa. Se lei si indirizza verso di me in inglese, io (capendo ciò che mi dice) le rispondo in italiano e viceversa per mio marito. Ovviamente, visto che viviamo in Italia, va riconosciuto a mio marito il merito di impegnarsi maggiormente.!
Aprile 21, 2008 at 4:52 pm
Certo che suo marito si impegna maggiormente – è lui che insegna l’inglese. La avrebbe imparato l’italiano communque.
A proposito, non hai aggiunto il mio blog ancora nei tuoi links.
Love,
Taze
Aprile 23, 2008 at 3:52 pm
personalmente sono cresciuta con una nonna francese che mi parlava nella sua lingua – che ovviamente ho imparato – ma avevo sviluppato la furbetta abitudine di selezionare le arole più “facili” di entrambe le lingue mischiando molto le cose… se si riesce a correggere questa tendenza si ha una marcia in più! auguri http://www.mammenellarete.it
Aprile 23, 2008 at 4:35 pm
http://www.mammenellarete.it/mammenellarete/video.xsp?idvideo=17060
Aprile 23, 2008 at 4:39 pm
http://www.mammenellarete.it/mammenellarete/video.xsp?idvideo=17060
http://www.mammenellarete.it/mammenellarete/video.xsp?idvideo=17139
http://www.mammenellarete.it/mammenellarete/video.xsp?idvideo=17225
la community italiana con tante mamme bilingue….
bt
Aprile 23, 2008 at 9:05 pm
TAZE: carissimo!!! qualcuno penserà che ho un amante, se ti firmi love!!!
Hai ragione, il mio ruolo è meno impegnativo di quello di mio marito, ma ti assicuro che a volte non è semplice. Ho cercato sempre di insegnarle i corrispettivi termini italiani, nello stesso momento in cui apprende quelli inglesi. Questo le ha permesso di conoscere, in maniera equilibrata, le due lingue. Una delle mie frasi quotidiane: “‘dog’ in italiano si dice ‘cane’”. L’abbiamo fatto da sempre. Io e mio marito siamo sempre stati uniti e compatti in questo. E poi si sa, raramente alla mamma si riconosce qualche merito, è sempre più facile individuare gli errori 
Comunque riconosco che mio marito è stato bravissimo, ma non ne avevo dubbi!!
VIVIANA: benvenuta!!! Questo “problema” che racconti ce l’aveva già accennato un americano, conosciuto ad un convegno, quando ero ancora in gravidanza. Ricordo che mi disse: “state attenti a non mescolare le lingue, perchè mia moglie, di padre turco e madre inglese, quando era piccola ha scelto una sola lingua, l’inglese, con qualche parola di turco. I bambini sono furbi e scelgono!!!” Ricordo molto bene quelle parole perchè quella era una delle mie principali preoccupazioni. Ecco perchè alla fine abbiamo scelto il metodo “one-parent-one language”, ma come dice la Sorace non c’è un metodo che vada bene in assoluto per tutti.
Mi piacerebbe molto conoscere i metodi adottati dalle altre famiglie!
Cara Betta! grazie. Sono molto felice di vedere tanti bimbi bilingui. Quanto mi piacerebbe farli conoscere a mia figlia!!!
Aprile 24, 2008 at 1:53 pm
A chi interessa, segnalo un sito di iniziative per avvicinare i bambini italiani alla lingua inglese (e viceversa).
http://www.bilingaroos.com/paginanew.html
Aprile 27, 2008 at 9:44 pm
Fabio: Not sure if English children (& parents) feel the same urgency about learning Italian.
Aprile 28, 2008 at 1:46 pm
Ma i bambini bilingue avranno un problema di identità con due lingue e forse due culture?
Aprile 28, 2008 at 11:54 pm
Fabio: grazie per la segnalazione!
Taze1: è vero che la lingua italiana sta perdendo un pò importanza nel mondo, ma gli inglesi hanno anche un pò di arroganza riguardo all’internazionalità della loro lingua.
Shimano105: i bambini bilingue hanno invece la fortuna di avere un doppio bagaglio culturale!
Agosto 27, 2008 at 9:02 pm
Vi posto la nostra esperienza: la nostra bimba di 8 mesi sta iniziando a parlare nonostante io utilizzi con lei solo l´italiano, al contrario della mamma che dalla nascita le parla solo in ceco. La nostra sensazione e´che dimostri di percepire la differenza e di adeguarsi al genitore che le sta dando attenzione, variando i suoni nel piccolo del suo vocabolario di 8/10 parole a secondo dellínterlocutore…
Ottobre 19, 2008 at 9:58 pm
ciao Barbara, era qualche giorno che non passavo dal tuo blog. Molto interessanti gli articoli della linguista. Io sto facendo uno sforzo a parlare inglese al mio pe, anche se ho abitato tanti anni in paesi anglofoni, non avere altri intorno che parlano inglese mi fa sentire isolata. ma la soddisfazione di avere il mio bimbo -2anni- che mi capisce in inglese compensa i momenti di scoraggiamento. ma lui parla praticamente solo italiano, solo a volte, con me, dice qualche parola in inglese. tengo duro e gli cerchero qualche amichetto anglofono!
Ottobre 20, 2008 at 6:12 pm
Ciao Elisa!! credo che per te sia doppiamente difficile!!! Ma tieni duro!!! anche a me piacerebbe che la mia piccola avesse un’amichetta anglofona con cui giocare!! In realtà ce l’ha, ma non vive nel nostro stesso paese. L’esperienza di quest’estate in Canada le è servito di sicuro in questo senso!!! Ha conosciuto tanti bambini con cui parlare e giocare in inglese.
Marzo 24, 2009 at 1:11 pm
Thanks Fabio!
I have a bilingual child (5 years) Italo-Australia and I bought a bilingual nursery songs CD and bilingual read along book with songs and audio book from http://www.bilingaroos.com
My child loves them and reads along – we have heaps of fun together!
Anyone else interested, check it out!