Una dedica speciale per le mamme da un autore speciale come
Shakespeare

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Questa è la settimana di San Valentino, la festa degli innamorati. Vedo questa festa con occhi diversi adesso che sono mamma!! L’amore che unisce me e mio marito ha dato vita a nostra figlia!! E con lei è nato anche un nuovo, eterno, amore. Oggi ho notato che mia figlia, interessata sempre di più agli innumerevoli testi che “popolano” la nostra libreria, giocava con un libro che non avevo più visto da anni. Si chiama Shakespeare in amore ed era stato un regalo di mio marito quando eravamo ancora fidanzati. La condivisa passione per Shakespeare è stata una delle prime meravigliose scoperte all’epoca del nostro corteggiamento. Ho sfogliato il libro ritrovato con un po’ di nostalgia e mi ha colpito un sonetto, il sonetto 17 per la precisione, che vorrei condividere non solo con tutte le mamme internettare, ma con tutti quelli che abbiano voglia di volare con la poesia…..

Who will believe my verse in time to come,
If it were filled with your most high deserts?
Though yet heaven knows it is but as a tomb
Which hides your life, and shows not half your parts.
If I could write the beauty of your eyes,
And in fresh numbers number all your graces,
The age to come would say, “This poet lies;
Such heavenly touches ne’er touched earthly faces.”
So should my papers, yellowed with their age,
Be scorned like old men of less truth than tongue,
And your true rights be termed a poet’s rage
And stretched metre of an antique song:
But were some child of yours alive that time,
You should live twice, in it and in my rhyme.

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Chi crederà ai miei versi in un’epoca futura
se li colmo del tuo pregio supremo?
Benché essi, lo sa il cielo, siano tomba che oscura
la tua vita, e non la mostra a pieno.

Se io potessi scrivere del tuo sguardo splendente,
versare in versi freschi la grazia del tuo cielo,
quell’epoca direbbe: “Il poeta mente;
mai tocco celeste ebbe volto terreno”.

Ed i miei fogli, dal tempo ingialliti,
sarebbero derisi come vecchi cialtroni,
mera follia di poeta esaltato,
metro abusato di antiche canzoni.

Ma, vivesse un tuo figlio, tu vivresti

Duplice vita, in lui e nei miei versi.

(tratto da William Shakespeare (a cura di Danilo Bramati e Gabriella Gallio) Shakespeare in Amore, Salani editori)