E’ stato amore a prima vista quello tra Nonno F. e la “figghia mia”, come la chiama lui. Quando diedi ai miei genitori la notizia della mia gravidanza iniziarono subito a fantasticare sul loro futuro da nonni. Tra le varie ipotesi c’era quella di mio padre di andarle a comprare, un giorno, il gelatino tenedola per mano. “Che sogni a lungo termine che fai papà!” risposi io ancora alla 12ª settimana. Il giorno della nascita di mia figlia mi resi conto che quel sogno, nei suoi pensieri, non era un futuro così lontano! Una delle prime cose che mi chiese a poche ore dalla nascita fu: “Ba? posso andare a comprarle il gelatino?”🙂 “ma papà, è appena nata!!!!!” Per l’approvazione di quel gelatino dovette aspettare parecchi mesi, ma quello fu l’inizio di un amore incondizionato e soprattutto ricambiato! Sòfie ha avuto sempre un debole per il nonno F. e lui, dal canto suo, è andato completamente fuori di testa! E’ al suo completo servizio, tant’è che certe volte mi obbliga a qualche rimprovero per la sua eccessiva disponibiltà: “ma papà! non la devi far vincere sempre, crescerà viziata!” “Beh!” -risponde lui- “io ce l’ho avuto il tempo per dettare leggi, adesso lasciami divertire!” La stessa cosa vale per la nonna R., la quale essendo una giovane nonna lavoratrice fa dei salti mortali per gestire il suo neo-ruolo, ma lei, in più, si sente addosso il “compito educativo!” (che non sempre corrisponde con il mio).

Io credo che il ruolo dei nonni e l’affetto che donano ai nipoti siano importanti per la crescita di un bambino. Purtroppo Sòfie ha vicini soltanto i nonni materni (ed anche questa è stata una nostra scelta che ritengo privilegiata). Granny M. e granfather B. li sente spesso al telefono. I nonni lontani cercano di essere presenti tramite pacchi regalo e lunghe telefonate. L’ultima volta che vennero a trovarci fu un periodo di pochi giorni, ma fu sufficiente per insegnarle le prime paroline inglesi.

Ricordo bene i miei nonni. La mia nonna paterna non l’ho mai conosciuta, ma i miei nonni materni sono stati per me dei veri sostituti ai miei genitori. Quando i miei erano impegnati con il lavoro, io e mio fratello trascorrevamo parecchio tempo con loro e mia nonna era spesso per me una confidente.

Ho apprezzato soltanto successivamente l’amore dei miei nonni, uno dei quali ho perso troppo prematuramente. Nonostante gli volessi un gran bene, non capivo perchè dovessi riamanere con loro, invece che con i miei genitori, “Quando sarò grande” -mi dicevo- “non lascerò mai i miei figli per andare a lavorare!” ed intanto speravo che mia mamma perdesse al più presto il lavoro.” Adesso che mi ritrovo ad essere “a “time-poor” working mum”, per usare il termine di In questo momento, per esempio sono le 15:00 e mi trovo in un’altra città aspettando di riprendere a lavorare. Tornerò questa sera. Mia figlia è con i nonni e questo mi fa stare serena, nonostante li chiami mille volte per sapere: “come va?”

Nell’articolo del times si trovano diverse testimonianze sul valore dei nonni e si cita anche una ricerca condotta dalla Oxford University, che dimostra come la relazione tra nonni e nipoti contribuisca al benessere di entrambi. Sembra che gli adolescenti non soltanto rivalutino i legami intergenerazionali, ma che l’attiva partecipazione dei nonni ai loro hobbies ed interessi li renda migliori adolescenti, allontanandoli da problemi sociali e caratteriali. I nonni diventano quindi confidenti ed educatori, giocando un ruolo fondamentale in caso di separazione tra genitori.

Sembra che anche Barack Obama debba il suo successo e la sua carriera ai suoi nonni, supplendo ai genitori.

Concludo con una frase di mia madre, che a sua volta la prese dalla sua mamma: “I nonni sono importanti e con i nipoti si vogliono un gran bene, ma……la mamma è sempre la mamma!!!