novembre 2008


Scadenze improvvise e richieste urgenti al lavoro, connessione internet a singhiozzo (causa muratori!), lavori di ristrutturazione a casa e chi più ne ha più ne metta!! In tutto questo, se non ho avuto la possibilità di aggiornare il blog, ho almeno trovato il tempo di accompagnare Fia al cinema. Non avevo ancora pensato di portarcela perché non la reputavo un’esperienza urgente al momento, ma è stata la scuola a decidere per me. Inizialmente non avevo aderito perché non avrei potuto accompagnarla, ma la data è stata posticipata così tante volte, che alla fine non ho potuto fare a meno di acconsentire.

Il mio scarso entusiasmo era dato dalla scelta del film: Kung Fu Panda (ancora proiettato a novembre!!!!). A parte il fatto che avrei avuto la possibilità di proporglielo in lingua originale nel volo intercontinentale dell’estate appena trascorsa, e non l’ho fatto, ma non reputo questo film adatto ai bambini di tre anni. Troppe scene ombrose e violente per essere un cartone. Mi hanno stupito infatti le numerose recensioni positive on line (vedi per esempio qui. Anche la recensione del NY Times, nonostante lo contrassegni come un film PG, cioè bambini accompagnati dai genitori, ne parla positivamente) . Certamente va detto che nel film sono anche esaltati valori positivi, come l’umiltà, che probabilmente i bambini più grandi potrebbero apprezzare maggiormente.

Comunque, a parte le critiche al film (che sembrano ormai oltrepassate visto che in Italia è al cinema dal 29 agosto!), il motivo per cui ho deciso di accompagnarla è stato principalmente per farle condividere con i suoi compagni la prima visione del grande schermo. Per me è stato anche formativo. Dalla mia personale esperienza da mamma e dallo scambio di opinioni con le altre mamme che accompagnavano i loro figli ho imparato che, se proprio si vuole portare un bambino di tre anni al cinema, è bene ricordarsi che:

  • Bisogna scegliere con cura il film da proporre, in modo da coinvolgerli il più possibile. (Un paio di bambini si sono chiesti alla fine del film quando sarebbe iniziato Nemo o Winnie The Pooh!!)
  • Non fare mai sapere che c’è un bagno all’interno del cinema!! Parecchi bambini chiedevano in continuazione alle loro mamme di dover uscire urgentemente. (Io ho portato Fia in bagno per distrarla dalle scene che non mi piacevano)
  • Portare sempre qualcosa da sgranocchiare!!! Per la fretta ho dimenticato il suo zainetto ed ho dovuto accompagnarla tre volte al bar del cinema per comprare pop corn, patatine e altro “junk food” vario!!
  • Non dire di stare in silenzio con troppa preoccupazione perché la reazione potrebbe avere effetti devastanti!!! La mamma di un compagno di Fia è stata tutto il tempo a dire “stai zitto”!! “non parlare!”. Gli ha persino tappato la bocca per la disperazione, ma lui non faceva altro che parlare per dispetto.
  • Assicurarsi che il bambino non abbia sonno! Alcune mamme, che hanno scelto un altro turno, hanno rinunciato perché i loro figli si sono addormentati o piangevano perché assonnati.

Nonostante la mia delusione per il film, con grande sorpresa, Fia ha resistito fino alla fine senza capricci, e sembra proprio che questo Panda goffo e buffo le sia comunque piaciuto. Dal sito ufficiale, le ho stampato i disegni da colorare ed ha persino trovato a casa un gadget del maestro Shifu che le avevano dato in viaggio, tre mesi fa, in uno dei Mc Donald’s .

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Da un paio di email inviatemi da mamme che chiedevano consigli per scegliere dei validi libri in inglese per i loro figli, prendo l’idea per questo post. Credo molto nel potere della lettura e con Fia abbiamo iniziato veramente presto a leggerle le storie (non necessariamente favole). Aveva pochi mesi, circa 4, quando Mamma e Daddy le proposero dei piccoli libri, già acquistati prima della sua nascita! 😛 Vista la sua particolare attenzione per le immagini e l’ascolto della nostra voce serena e compiaciuta per la lettura, da lì ne seguirono decine. Divenne per noi una sorta di “gara” giocosa per chi avesse comprato i libri che l’avrebbero coinvolta maggiormente. Purtroppo devo ammettere che ero quasi sempre io a perdere 😦 , non potevo competere con la bellezza delle immagini e l’abilità coinvolgente delle storie inglesi. Quando era irrequieta o piangeva, sapevamo come calmarla, bastava un libro! Credo anche che i libri ci abbiamo aiutato molto per il discorso bilinguismo e per l’evoluzione della sua abilità linguistica.

Quindi, come libri in inglese da consigliare, così come ho scritto anche nelle mie email di risposta, scelgo alcuni classici. Eccoli elencati:

-i libri della collana ladybird. Molto noti anche in Italia. Sono storie consigliate per le prime letture, ma proprio per questo motivo la semplicità delle parole usate e le immagini colorate (soprattutto nel level 1 e level 2) rendono i racconti adatti all’ascolto dei bambini più piccoli. In Italia, ne sono molto fornite le Feltrinelli International.

– I libri di Dr. Seuss, come per esempio The Cat in the Hat e Green Eggs and Ham. Sono brevi e con testi rimati. Molto divertenti!

– Libri di Brian Wildsmith. Sono molto rari, ma le illustrazioni sono molto belle.

Infine, come non citare le celebri storie di Peter Rabbit, di cui Fia ha anche il peluche. I racconti sono un pò lunghi per bambini molto piccoli, ma non possono mancare nella loro libreria personale.

Di libri in inglese ne esistono a migliaia, proprio perché fa parte della cultura anglosassone. Non voglio entrare nella solita polemica, ma è indicativo della cultura italiana il fatto che proprio l’Italia sia uno dei pochi paesi in cui non esiste un sito amazon? A proposito, consiglio questo sito per chi volesse acquistare libri online. E’ molto efficiente e gli ordini arrivano a casa molto velocemente. Basta cliccare nella sezione books sulla sinistra e poi children’s books e il gioco è fatto. Si può usare, come in tutti i siti, un motore di ricerca interno.

Infine una collana di libri inglesi tradotti anche in italiano è rappresentata dalle storie di Milly e Molly. Forse a prima vista potrebbero sembrare dei racconti per bambine, ma non è detto! Basta scegliere le storie più adatte, come per esempio Milly, Molly e Milos, che si può acquistare on line completo di cd. Compro questi libri con piacere anche perché sono stati un successo con Fia. Gioca con le bamboline Milly e Molly, raccontando le storielle. Ho a casa anche il cd rom, che consiglio per il discorso bilinguismo. In esso infatti trovate 4 storie tradotte in 12 lingue.
In conclusione, qualsiasi consiglio sull’argomento sarà molto apprezzato!! 😉

 

“Ogni scarrafone è bello a mamma soie”, è risaputo. Per noi mamme e genitori i nostri figli sono speciali ed unici. Qualche volta, però, quelle lodi rivolte esclusivamente per premiarli e gratificarli rischiano di essere un po’ eccessive e potrebbero creare in loro delle aspettative superiori alle loro possibilità, agendo così in maniera controproducente per la loro autostima. Almeno questo è quanto si sostiene in un recente articolo pubblicato in globeandmail dal titolo Want to build your child’s self-esteem? . Si tratta di una sorta di recensione al nuovo libro della psicologa Polly Young-Eisendrath: The Self-Esteem Trap: Raising Confident and Compassionate Kids in an Age of Self-Importance. Secondo nuove ricerche, infatti, le lodi rivolte al talento e all’intelligenza del tipo “sei geniale!” oppure “il tuo disegno è un’opera d’arte!!” non aiutano il bambino al successo, ma al contrario danneggiano la sua futura autostima. I bambini elogiati in quanto intelligenti, speciali e ricchi di talento, secondo tali ricerche, riscontrerebbero a scuola dei problemi nell’affrontare le sfide che non rinforzano i mantra ascoltati a casa. E’ quindi più probabile che tendano ad evitare quegli ostacoli in cui sanno di poter fallire. Come evitare questo? La psicologa fornisce ai genitori un nuovo modello di elogi, che si contrappone alla vecchia teoria degli anni ’60 e ’70:

  • Focalizzarsi sullo sforzo che fa il bambino e sulla sua maniera di affrontare gli ostacoli. Comunicare al bambino la sua normalità.
  • Lodare i bambini, ma in modo che sia utile per loro, cioè elogiare lo sforzo invece che l’intelligenza. Il messaggio deve essere: “abbi pazienza! Nella vita bisogna guadagnarsi i successi.”
  • Non esaltare il normale raggiungimento delle tappe dell’infanzia come un evento storico. Per esempio non festeggiare il definitivo abbandono del pannolino come un evento degno di un party.
  • Insegnare al bambino ad affrontare da soli gli ostacoli, senza risolverli per loro.

Secondo la Young-Eisendrath, se il genitore continua a ripetere al bambino quanto sia speciale rispetto agli altri, l’implicazione che gli trasmette è che sia migliore degli altri, comunicandogli in tal modo di meritare qualcosa che in realtà non ha guadagnato. Più un bambino è lodato più si aspetta che la gente continui a lodarlo. In quest’ottica, dunque, anche con il dire al bambino: “sei bravissimo a disegnare!” si rischia di farlo cadere in quella che viene chiamata Self-Esteem Trap, cioè in una trappola che lo renderà vulnerabile in seguito quando farà uno sbaglio.

Beh, in effetti personalmente ne conosco un paio di queste persone, le quali si sentono continuamente insoddisfatte e pretendono continui elogi ed approvazioni per quello che hanno fatto. E’ come se non riuscissero a valutare da soli il loro operato, ma necessitano del consenso di qualcun altro. Chissà se da piccoli erano sovra-elogiati per la loro intelligenza? Ricordo al liceo alcuni coetanei, ritenuti geniali, non erano neanche capaci di compilare un modulo o un bollettino di conto corrente postale. Ma forse questo riguarda ben altro! O no? Che ne pensano le mamme? Tuttavia credo che le nostre lodi siano fondamentali per la crescita dell’autostima nei nostri figli e se esse perdessero la naturalezza con cui le pronunciamo, potremmo veramente rischiare di compromettere la fiducia che hanno in loro stessi. E’ dunque produttivo seguire i consigli delle nuove ricerche o bisogna interpretarli come una teoria che verrà contraddetta tra pochi anni? Nello schema qui sotto trovate il confronto tra le “vecchie” frasi ritenute errate e quelle con cui dovremmo sostituirle per incrementare l’autostima nei nostri figli! Poi, dite la vostra se vi pare! Il mio parere, come sempre è In Medio Stat Virus!