“Ogni scarrafone è bello a mamma soie”, è risaputo. Per noi mamme e genitori i nostri figli sono speciali ed unici. Qualche volta, però, quelle lodi rivolte esclusivamente per premiarli e gratificarli rischiano di essere un po’ eccessive e potrebbero creare in loro delle aspettative superiori alle loro possibilità, agendo così in maniera controproducente per la loro autostima. Almeno questo è quanto si sostiene in un recente articolo pubblicato in globeandmail dal titolo Want to build your child’s self-esteem? . Si tratta di una sorta di recensione al nuovo libro della psicologa Polly Young-Eisendrath: The Self-Esteem Trap: Raising Confident and Compassionate Kids in an Age of Self-Importance. Secondo nuove ricerche, infatti, le lodi rivolte al talento e all’intelligenza del tipo “sei geniale!” oppure “il tuo disegno è un’opera d’arte!!” non aiutano il bambino al successo, ma al contrario danneggiano la sua futura autostima. I bambini elogiati in quanto intelligenti, speciali e ricchi di talento, secondo tali ricerche, riscontrerebbero a scuola dei problemi nell’affrontare le sfide che non rinforzano i mantra ascoltati a casa. E’ quindi più probabile che tendano ad evitare quegli ostacoli in cui sanno di poter fallire. Come evitare questo? La psicologa fornisce ai genitori un nuovo modello di elogi, che si contrappone alla vecchia teoria degli anni ’60 e ’70:

  • Focalizzarsi sullo sforzo che fa il bambino e sulla sua maniera di affrontare gli ostacoli. Comunicare al bambino la sua normalità.
  • Lodare i bambini, ma in modo che sia utile per loro, cioè elogiare lo sforzo invece che l’intelligenza. Il messaggio deve essere: “abbi pazienza! Nella vita bisogna guadagnarsi i successi.”
  • Non esaltare il normale raggiungimento delle tappe dell’infanzia come un evento storico. Per esempio non festeggiare il definitivo abbandono del pannolino come un evento degno di un party.
  • Insegnare al bambino ad affrontare da soli gli ostacoli, senza risolverli per loro.

Secondo la Young-Eisendrath, se il genitore continua a ripetere al bambino quanto sia speciale rispetto agli altri, l’implicazione che gli trasmette è che sia migliore degli altri, comunicandogli in tal modo di meritare qualcosa che in realtà non ha guadagnato. Più un bambino è lodato più si aspetta che la gente continui a lodarlo. In quest’ottica, dunque, anche con il dire al bambino: “sei bravissimo a disegnare!” si rischia di farlo cadere in quella che viene chiamata Self-Esteem Trap, cioè in una trappola che lo renderà vulnerabile in seguito quando farà uno sbaglio.

Beh, in effetti personalmente ne conosco un paio di queste persone, le quali si sentono continuamente insoddisfatte e pretendono continui elogi ed approvazioni per quello che hanno fatto. E’ come se non riuscissero a valutare da soli il loro operato, ma necessitano del consenso di qualcun altro. Chissà se da piccoli erano sovra-elogiati per la loro intelligenza? Ricordo al liceo alcuni coetanei, ritenuti geniali, non erano neanche capaci di compilare un modulo o un bollettino di conto corrente postale. Ma forse questo riguarda ben altro! O no? Che ne pensano le mamme? Tuttavia credo che le nostre lodi siano fondamentali per la crescita dell’autostima nei nostri figli e se esse perdessero la naturalezza con cui le pronunciamo, potremmo veramente rischiare di compromettere la fiducia che hanno in loro stessi. E’ dunque produttivo seguire i consigli delle nuove ricerche o bisogna interpretarli come una teoria che verrà contraddetta tra pochi anni? Nello schema qui sotto trovate il confronto tra le “vecchie” frasi ritenute errate e quelle con cui dovremmo sostituirle per incrementare l’autostima nei nostri figli! Poi, dite la vostra se vi pare! Il mio parere, come sempre è In Medio Stat Virus!