Mamma! voglio imparare tutte le lingue così potrò parlare con tutti i bambini del mondo!” Ecco come Fia ha esordito l’altro giorno. Sarà forse l’effetto del nuovo gioco che le abbiamo da poco regalato, il mappapondo di Barbie,  ma sembra abbastanza convinta. Con mio stupore, ha iniziato a chiedermi di insegnarle il francese (lingua che io conosco) e oggi ha scelto di guardare un dvd di barbie in spagnolo e successivamente in portoghese. Non saranno troppe le lingue in ballo?

Fia ha appena compiuto quattro anni ed è ben consapevole del suo bilinguismo. Non a caso il suo cartone preferito rimane da sempre Dora, the explorer: “E’ bilingue come me!” – esclama felice quando lo guarda in tv. Per fortuna, siamo riusciti a fornirle anche diverse occasioni per constatare l’utilità della conoscenza di un’altra lingua. Parla spesso l’inglese al telefono con i nonni in Canada e da poco ha avuto modo di trascorrere del tempo con gli zii canadesi che sono venuti a trovarci. E’ molto orgogliosa di essere bilingue, ma nella scelta della lingua da parlare è spesso  influenzata dalla mia presenza: preferisce parlare l’italiano anche con gli english speakers….come a non volermi escludere dalla conversazione. Basta però che io mi  allontani, recandomi in un’altra stanza, che immediatamente continua in inglese. Pur se limitato al primo giorno di contatto con gli anglofoni, è un atteggiamento diverso dal quotidiano. E’ per questo motivo che mi incuriosisce! Di solito parla entrambe le lingue contemporaneamente senza nessun problema e nessuna inibizione. Ho avuto come l’impressione che pensi all’inglese come un linguaggio esclusivo tra lei e il suo “daddy”. Sentire parlare l’inglese  in Italia le crea inizialmente un certo stupore, superato però con entusiasmo dopo qualche ora.

Come potrà ricordare chi ha letto i miei precedenti articoli sul bilinguismo, ho sempre avvalorato la tesi che, per un perfetto bilinguismo, si debba iniziare sin da subito a comunicare al bambino nelle due lingue. Fia è una di quei bambini bilingui che vengono chiamati “crib bilinguals” da una ricerca di Trieste pubblicata un pò di tempo fa in un articolo Twice blessed su The Economist. Secondo tale studio i bambini perfettamente bilingui sviluppano una “executive function” del cervello che dona loro dei benefici nell’organizzazione della vita, nella perspicacia e quant’altro. Non è stata di certo questa la motivazione a spingere me e mio marito al bilinguismo di nostra figlia, ma tutto fa brodo per convincere i genitori ad essere fieri della propria lingua ed insegnarla ai loro piccoli, qualunque essa sia!!!