Io mamma


Ecco un articolo suggeritomi da Fia ūüôā . Beh, si! la novit√† del momento, la nuova Dora, la entusiasma parecchio. Dora, infatti,¬†√® cresciuta e, a sorpresa, si lascia dietro Boots, Isa, lo zainetto e tutti gli altri protagonisti della prima serie. Fia non sembra preoccuparsene pi√Ļ di tanto e, nonostante la sua et√†( 4 anni)¬†sia inferiore alla piccola Dora (5 anni), √® molto interessata a scoprire il nuovo mondo della Dora decenne.¬† Il marketing della nuova Dora sembra aver ceduto allo stile delle ultime bambole del momento come le Bratz, Barbie e le sue amiche, le Winx e chi pi√Ļ ne ha pi√Ļ ne metta… Anche Dora, infatti, appare con delle amiche che insieme a lei formano le Dora Girls¬†o Explorer Girls: Dora, Naiya, Kate, Emma e Alana.¬† L’idea, credo, √® di¬†attirare l’attenzione delle ragazzine, delle cosiddette¬†pre-teenagers.

La notizia¬†della Dora cresciuta ha scatenato non poche polemiche e preoccupazioni da parte delle mamme. All’annuncio della Nickelodeon e della mattel, con relativa sagoma in nero della nuova immagine di Dora, alcuni genitori si sono opposti fortemente creando addirittura una petizione¬†on line.¬†La loro paura era dovuta dalla sensazione che la nuova immagine di Dora avrebbe distrutto quella della precedente¬†Dora, genuina e sincera , a discapito invece di una¬†nuova ragazzina¬†che, dal loro punto di vista, appariva¬†troppo sexy.¬†La diatriba, per fortuna,¬†sembra essere stata risolta¬†quando, invece, dopo circa un mese,¬†la sagoma¬†√® stata svelata, proiettando una Dora pi√Ļ cresciuta, con nuove amiche, ma ancora bilingue e con¬†la sua rinomata¬†passione per le esplorazioni. Esiste gi√†¬†una nuova ¬†bambola di Dora che, collegata al pc, si muove, parla e¬†le crescono i capelli. Devo dire che anche a me la piccola Dora faceva molta simpatia. Quando a Natale siamo tornati a visitare il Canada, ero molto contenta di vedere ancora i negozi invasi di vestiti e gadgets di Dora, pur se in maniera ridotta rispetto all’anno scorso. Ho provato una certa delusione nello scoprire che l’immagine di una ragazzina, molto simile ad una Bratz, avrebbe soppiantato il¬†simpatico visino di Dora l’esploratrice. D’altronde sono molto affezionata a Dora: questa simpatica bambina bilingue ci ha aiutato tanto con l’idea di bilinguismo che¬†abbiamo voluto¬†trasmettere a nostra figlia, cio√® come un privilegio, ma soprattutto come una normalit√†. La Nickelodeon assicura che la prima Dora ci sar√† sempre, ma devo dire che, adesso, la¬†Dora cresciuta sta iniziando ad affascinarmi!!

Quando ho scoperto di aspettare un bambino circa quattro anni fa ormai, ricordo che la prima cosa che pensai fu:”speriamo che sia sano! chiss√† se sar√† una bimba o un maschietto? in fondo non importa!” Pi√Ļ passavano i giorni pi√Ļ sentivo che sarebbe stata una femminuccia, e la conferma mi √® arrivata piuttosto precocemente. In una visita specifica della dodicesima settimana il medico mi disse che c’erano il 75% delle possibilit√† che sarebbe stata una bimba. Non nascondo¬†di essermi sentita¬†al settimo cielo, ma sono sicura che lo sarei stata comunque. Mi √® capitato, per√≤, di incontrare delle mamme a cui √® rimasta una certa amarezza di non avere avuto una figlia dopo diversi tentativi in cui sono nati invece dei maschietti. Ne conosco una che addirittura¬†per carnevale ha vestito¬†il figlio¬†da bimba.¬†Trovo egoista ed ossessivo provare a tutti i costi(tramite cure o accorgimenti vari)¬†di fare nascere una femminuccia. Le manifestazioni¬†eccessive¬†nel desiderare una bimba a tutti i costi √® l’argomento di un articolo del Timeonline dal titolo Please God, can I have a daughter next?. In questo articolo si parla di “putative psychological disorder called gender disappointment (GD).” In poche parole il GD (in italiano “delusione del sesso”) sarebbe considerato un disordine psicologico vero e proprio, una sorta di depressione post-parto. Ovviamente si parla di casi estremi, di mamme che continuano ancora a provare, in maniera ossessiva, di avere una figlia¬†femmina anche dopo il quinto figlio maschio.

Sembra addirittura che ci siano mamme cos√¨ deluse di non avere delle figlie¬†che,¬†on line, si firmano¬† con nicknames del tipo “rosatastico” o “casapienadimaschi” o anche “vogliounafemmina” (“pinktastic, housefullofboys and iwannababygirl”). La madre intervistata nell’articolo, Michelle, afferma di sentirsi socialmente derisa quando passeggia con suoi 5 figli. E’ come se tutti le dicessero: “Ma guardala! √® ovvio che stava provando ad avere una femmina!”

Io credo che questo desiderio ci sia un p√≤ in tutte le mamme, un p√≤ perch√® hanno avuto¬†delle sorelle e vorrebbero avere un rapportto simile con la propria figlia, un p√≤ perch√® invece non hanno sorelle e quindi sperano di colmare questa mancanza avendo una figlia, un p√≤ perch√® a tutte le mamme piacerebbe fare shopping per le loro bimbe. Una volta, una mia amica mi disse¬†un p√≤ stufa: “ogni volta che vado¬†a comprare i vestiti per mio figlio, la mia attenzione va sempre nei vestitini per bambine. Sono cos√¨ carini, al contrario di quelli per bimbi che sono invece cos√¨ noiosi!”

Per concludere, l’articolo chiude con una sessione dedicata ai metodi che funzionano veramente¬†¬†(What really works? ) che, a dir la verit√†, trovo un p√≤ ridicolo…ma forse perch√® non l’ho mai provato….

Sar√≤ sincera. Tutte le titubanze che ho avuto finora ad aggiornare questo blog sono date dalla crescita repentina di Fia. Ha ormai compiuto da¬†qualche mese¬†i quattro anni, fa discorsi compiuti…insomma √® ormai¬†una “little girl” non pi√Ļ una¬†“baby”. Ho sempre parlato della mia esperienza di mamma con l’ausilio di articoli letti nei vari siti web di newspapers anglo-americani. Mi fa piacere che,¬†a distanza di due anni di vita, questo blog susciti ancora interesse¬†per gli argomenti trattati sul bilinguismo, sui libri per bambini, sull’influenza della luna… Ecco perch√® mi viene cos√¨ difficile chiuderlo totalmente. Purtroppo, di recente, non ho trovato alcuna¬†fonte di ispirazione ¬†dagli articoli anglo-americani come invece succedeva in passato. L’unico che¬†mi ha incuriosito nei giorni scorsi riguarda un articolo¬†dal titolo¬†Mothers who breastfeed beyond babyhood, che discute un libro di recente uscita sull’allattamento al seno¬†di bambini in et√† scolare o gi√Ļ di l√¨. L’autrice si chiama Ann Sinnott e, nel suo libro Breastfeeding Older Children, racconta la sua esperienza di mamma che ha deciso di allattare la sua unica figlia per pi√Ļ di sei anni, spiegandone anche le ragioni: sua figlia aveva l’aspetto fisico¬†sempre pi√Ļ rigoglioso grazie al suo latte; il supporto di altre mamme che allattavano le faceva capire di essere nel giusto; e di aver creato un rapporto unico con sua figlia. E’ un articolo interessante che mi sento di segnalare. Sembra una scelta alquanto bizzara e, da mamma che ha allattato, non so se avrei consigliato questa scelta ad una mia amica. Da mamma,per√≤, non mi sento di biasimarla fino in fondo pur se penso che ai figli bisogna insegnare a volare con le proprie ali e tagliare il cordone ombelicale il pi√Ļ presto possibile. Leggetelo se volete (√® in inglese) e se vorrete sar√≤ qui a discutere le vostre opinioni.

A presto e con affetto a tutti i miei lettori

Barbara

Un post al volo per girare alle mamme un consiglio che ho letto in uno degli innumerevoli articoli che circolano al momento soprattutto nei giornali anglo-americani.¬† Fate cantare ai vostri bambini la canzone “Happy birthday”/Tanti auguri durante la fase della schiuma (io in realt√† gliela faccio cantare due volte) e le mani saranno certamente pulite! Fia si diverte tantissimo a farlo. Per lei non √® una novit√† lavarsi spesso le mani, soprattutto quando ritorna da scuola, ma quest’anno (per ovvi motivi!) abbiamo raddoppiato il numero di volte. Un ulteriore consiglio che ho appreso √® di lavare il naso. Ci tengo comunque a precisare di non essere allarmata, ma cauta.

Ricordo che quando ero piccola sognavo di essere una principessa, spesso disegnavo abiti sfarzosi per le mie bambole e mi addormentavo con la voce di mio padre che mi leggeva storie fantastiche di principesse e principi che¬†vivevano “per sempre felici e contenti!…Buonanotte!”¬† Tutto √® svanito con il passare degli anni in maniera naturale come √® giusto che sia. Non √® di certo il desiderio represso di quel sogno infantile a spingermi ad assecondare il lato ancora principesco di mia figlia (che ha solo quattro anni!). Di recente, infatti,¬†alla ricerca di un nuovo arredo per la stanza di mia figlia, ho deciso¬†di stupire Fia arredando la sua camera (tende, cuscini, tappeti, lampada e quadri) con il tema delle sue bambole preferite, delle principesse! Ne andavo molto fiera…finch√® non¬†sono stata assalita da qualche piccola preoccupazione dopo aver letto in¬†un articolo del timesonline, Is the princess ster[e]otype harming our daughters?¬†,¬†che le bambole di principesse con i loro abiti e¬†il loro aspetto incantevole¬†sarebbero¬†un¬† esempio deleterio per il futuro delle bambine. Secondo l’ultima idea femminista, le bambole di principesse starebbero per provocare seri danni ad intere generazioni di ragazze. La Women and Work Commission sostiene che la motivazione per cui le donne guadagnano meno degli uomini¬†√® da imputare ai loro giochi d’infanzia che le spingerebbero, da grandi, all’imitazione della vita delle principesse, prestando in tal modo¬† maggiore attenzione all’aspetto esteriore e seguendo un’immagine regressiva ed arretrata della femminilit√†.

Da donna lavoratrice che crede fermamente¬†nei valori della vita e¬†soprattutto al giusto equilibro in ogni campo, mi sento di affermare di non essere d’accordo con queste ¬†idee. Credo che gli ideali femministi non siano ancora cos√¨ forti in Italia come nei paesi anglosassoni (o almeno da quello che ho potuto constatare), ma ricordo che, da donna, rimasi leggermente infastidita la prima volta che, in Inghilterra, mi imbattei con certe idee “feminist“. Ho trovato esagerato per esempio notare un¬†perfetto, esatto, uguale¬†numero di volte nell’uso¬†di “he” e “she”¬† riferito a bambini¬†¬†in ¬†libri come il dr Spocks,¬†oppure scoprire l’abolizione della vendita di libri come “surprises” (vecchio libro canadese¬†che ho a casa) soltanto perch√® la mamma appariva troppo casalinga, sostituita, nei testi rivisti, da una madre camionista¬†!!

Pur se mio marito crede che io abbia fatto una scelta che solamente le femministe avrebbero fatto¬†in Canada, e cio√® non accettare di chiamarmi, firmarmi e mettere nel documento “Mrs Nome e Cognome del marito” (ex. Mrs Pinko Pallino) credo che certe idee andrebbero riviste. Mi piace curarmi, ma nello stesso tempo non sono una di quelle che non esce di casa se non √® truccata… anzi; mi piacciono i vestiti ¬†ma, se mi capita, esco anche con ci√≤ che indosso per stare a casa. Non credo inoltre che la mia predilezione da bambina per le bambole e per le principesse abbia intaccato cos√¨ pesantemente le mie scelte lavorative.

Per concludere, credo che la scelta di accorpare tutte le principesse in un’unica immagine sia una scelta di marketing geniale (ed io ci sono caduta in pieno!!),¬†ma nello stesso tempo lascer√≤ la camera¬†¬†di mia figlia arredata principescamente finch√® lo vorr√†! Credo che ci siano ben altri pericoli per la psicologia delle bambine che giocare con le bambole.

“Ogni scarrafone √® bello a mamma soie”, √® risaputo. Per noi mamme e genitori i nostri figli sono speciali ed unici. Qualche volta, per√≤, quelle lodi rivolte esclusivamente per premiarli e gratificarli rischiano di essere un po’ eccessive e potrebbero creare in loro delle aspettative superiori alle loro possibilit√†, agendo cos√¨ in maniera controproducente per la loro autostima. Almeno questo √® quanto si sostiene in un recente articolo pubblicato in globeandmail dal titolo Want to build your child’s self-esteem? . Si tratta di una sorta di recensione al nuovo libro della psicologa Polly Young-Eisendrath: The Self-Esteem Trap: Raising Confident and Compassionate Kids in an Age of Self-Importance. Secondo nuove ricerche, infatti, le lodi rivolte al talento e all’intelligenza del tipo “sei geniale!” oppure “il tuo disegno √® un’opera d’arte!!” non aiutano il bambino al successo, ma al contrario danneggiano la sua futura autostima. I bambini elogiati in quanto intelligenti, speciali e ricchi di talento, secondo tali ricerche, riscontrerebbero a scuola dei problemi nell’affrontare le sfide che non rinforzano i mantra ascoltati a casa. E’ quindi pi√Ļ probabile che tendano ad evitare quegli ostacoli in cui sanno di poter fallire. Come evitare questo? La psicologa fornisce ai genitori un nuovo modello di elogi, che si contrappone alla vecchia teoria degli anni ’60 e ’70:

  • Focalizzarsi sullo sforzo che fa il bambino e sulla sua maniera di affrontare gli ostacoli. Comunicare al bambino la sua normalit√†.
  • Lodare i bambini, ma in modo che sia utile per loro, cio√® elogiare lo sforzo invece che l’intelligenza. Il messaggio deve essere: “abbi pazienza! Nella vita bisogna guadagnarsi i successi.”
  • Non esaltare il normale raggiungimento delle tappe dell’infanzia come un evento storico. Per esempio non festeggiare il definitivo abbandono del pannolino come un evento degno di un party.
  • Insegnare al bambino ad affrontare da soli gli ostacoli, senza risolverli per loro.

Secondo la Young-Eisendrath, se il genitore continua a ripetere al bambino quanto sia speciale rispetto agli altri, l’implicazione che gli trasmette √® che sia migliore degli altri, comunicandogli in tal modo di meritare qualcosa che in realt√† non ha guadagnato. Pi√Ļ un bambino √® lodato pi√Ļ si aspetta che la gente continui a lodarlo. In quest’ottica, dunque, anche con il dire al bambino: “sei bravissimo a disegnare!” si rischia di farlo cadere in quella che viene chiamata Self-Esteem Trap, cio√® in una trappola che lo render√† vulnerabile in seguito quando far√† uno sbaglio.

Beh, in effetti personalmente ne conosco un paio di queste persone, le quali si sentono continuamente insoddisfatte e pretendono continui elogi ed approvazioni per quello che hanno fatto. E’ come se non riuscissero a valutare da soli il loro operato, ma necessitano del consenso di qualcun altro. Chiss√† se da piccoli erano sovra-elogiati per la loro intelligenza? Ricordo al liceo alcuni coetanei, ritenuti geniali, non erano neanche capaci di compilare un modulo o un bollettino di conto corrente postale. Ma forse questo riguarda ben altro! O no? Che ne pensano le mamme? Tuttavia credo che le nostre lodi siano fondamentali per la crescita dell’autostima nei nostri figli e se esse perdessero la naturalezza con cui le pronunciamo, potremmo veramente rischiare di compromettere la fiducia che hanno in loro stessi. E’ dunque produttivo seguire i consigli delle nuove ricerche o bisogna interpretarli come una teoria che verr√† contraddetta tra pochi anni? Nello schema qui sotto trovate il confronto tra le “vecchie” frasi ritenute errate e quelle con cui dovremmo sostituirle per incrementare l’autostima nei nostri figli! Poi, dite la vostra se vi pare! Il mio parere, come sempre √® In Medio Stat Virus!

Con tutte le “avversit√†” che si sono messe insieme nelle ultime settimane per impedirmi una connessione serena (modem guasto, lavori di ristrutturazione a casa e connessione debole con chiavetta che mi impedisce di lasciare commenti in certi siti!), mi sono resa conto di non aver dato il giusto peso all’inizio di una nuova esperienza per Fia: la scuola dell’infanzia!! E’ gi√† trascorso il primo mese e i vari timori che avevo inizialmente si vanno affievolendo.

Quando l’ho portata il primo giorno eravamo appena tornati dal viaggio americano. La mia preoccupazione maggiore era di farle vivere troppi cambiamenti in cos√¨ poco tempo. Di certo, la permanenza dai nonni che vivono in un altro continente era stata abbastanza lunga ed avrei voluto lasciarle un po’ di tempo in pi√Ļ per metabolizzare il fatto che non li avrebbe pi√Ļ visti ogni giorno.

Chiss√†, poi, se avevo fatto bene ad iscriverla in una classe di coetanei invece di una mista ( cio√® una classe formata da bambini di 3, 4 e 5 anni). Alla visione di tutti quei bambini che piangevano, mi ero un p√≤ scoraggiata. “I bambini pi√Ļ grandi, forse, sarebbero stati pi√Ļ tranquilli e le avrebbero dato un ambiente pi√Ļ sereno” ho pensato. Oggi, invece, confermo le ragioni per cui ho scelto di iscriverla in una classe di coetanei: “si confronter√† con bambini della sua stessa et√†, in cui anche i possibili litigi saranno proporzionati a loro”. Ricordo ancora quando un bimbo pi√Ļ grande mi diede un pugno immotivato!( io ho invece frequentato una classe mista)

L’orgoglio di sentirla recitare la poesia sull’autunno o cantare canzoncine e filastrocche diverse da quelle che le ho insegnato √® indescrivibile! Adesso che i suoi compagnetti si sono abituati all’idea di andare a “scuola” ogni giorno anche lei ci va pi√Ļ volentieri, nonostante non abbia mai pianto per rimanerci, neanche quando non sono io ad accompagnarla. Mamma e pap√†, infatti, ci alterniamo in base agli impegni lavorativi. Dalla presenza di mio marito, mamme e maestre si sono accorte del bilinguismo di Fia. Eh, si! Perch√© in un ambiente di Italiani lei utilizza esclusivamente la lingua pi√Ļ “adatta” con cui comunicare, cio√® l’Italiano. A meno che non ci sia la presenza del suo daddy (oppure la mia in un contesto inglese) a “condizionarle” la scelta della lingua. Anche i bambini sembrano affascinati da quel linguaggio, per loro incomprensibile, che Fia scambia con il suo pap√†, da lei chiamato “Daddy”. E che strano modo ha di salutarlo: “bye bye Daddy!!”

I bambini a quell’et√†, si sa, imparano velocemente, soprattutto quando qualcosa li incuriosisce. Ecco che, all’incontro per l’elezione del rappresentante dei genitori, la mamma di occhiblu mi racconta un episodio:

Mamma di occhiblu: “Ciao, tu devi essere la mamma di Fia, la bimba bilingue! Qualche volta ho visto tuo marito accompagnarla. Le parla inglese, vero?”

Barbaraland: si, Fia √® mia figlia. Conosce l’inglese perch√© mio marito le ha sempre parlato esclusivamente nella sua lingua.

Mamma di occhiblu: Ho visto che (Cia) occhiblu √® molto incuriosita ed ha anche imparato da tua figlia qualche espressione in inglese. L’altro giorno ha salutato il suo pap√† che se ne andava :“Bye, bye, Daddy!” Mio marito, con gli occhi sgranati, mi dice:

Miii!! (tipica espressione siciliana). Che asilo importante!! le insegnano anche l’inglese!!! “

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